Valli Bergamasche Flora Alpi Prealpi Orobie Valli Bergamasche
Itinerari Naturalistici Orobie Valli Bergamasche
Valli Bergamasche Itinerari Naturalistici
Home Page Valli Bergamasche Alpi Prealpi Orobie Itinerari Naturalistici
Alberghi Hotel Bergamo Bed and Breakfast Bergamo Bed and Breakfast Bergamo Agriturismo Bergamo Ristoranti Camping Bergamo
Itinerari Naturalistici Le Erbe della Salute
Erbe della Salute sulle Prealpi Orobie Itinerari Naturalistici Alpi Prealpi Orobie
L'intero massiccio del Tre Signori ospita importanti mineralizzazioni a ferro sotto forma di siderite (carbonato di ferro). I giacimenti di origine idrotermale si presentano, nelle rocce metamorfiche, associati ad altri minerali.

Ha reso possibile i collegamenti con i territori della media e bassa Valle Brembana e con gli importanti centri di Zogno e San Giovanni Bianco.

La Val Taleggio ha una precisa identità storica e un passato di fiera indipendenza. Fino all'inzio di questo secolo l'accesso alla valle era possibile solo attraverso i valichi poco battuti della Forcella di Bura.

La morfologia dei luoghi è sempre connessa alle caratteristiche litologiche delle successioni geologiche presenti. La parte alta della Val Parina è impostata in rocce tenere (calcari marnosi, marne, siltiti, ecc.), di origine lagunare e deltizia.

Il percorso può essere effettuato lungo l'itinerario che parte da Mezzoldo, giunge a Piazzatorre, si inerpica sino al Forcolino di Torcola (1856 m s.l.m.) ridiscende all'abitato di Valleve per poi risalire a San Simone.

Oltre l'ultima osteria di Villa d'Almè, la strada per la valle proseguiva con andamento incerto e spigoloso fino alla località Chiavi della Botta, dove la montagna precipita verticalmente nel fiume Brembo.

non è mai stato un elemento statico e immutabile: esso si è modificato e tuttora si trasforma a tal punto che il mutamento è insito nel concetto stesso di paesaggio ed è un suo specifico carattere.

Le rocce e le complesse architetture di questo tratto di catena orobica, osservate lungo il sentiero, consentono di ricostruire i principali processi geologici avvenuti nella regione alpina nel lontano paleozoico e quelli che hanno caratterizzato la nascita e lo sviluppo delle Alpi.

Il territorio della Val Nossana, certamente marginale per il turismo di massa, dal punto di vista naturalistico presenta spunti di notevole interesse ed è collocato nel cuore della fascia calcarea delle Orobie.

Il Sentiero Geologico del Rifugio Benigni (prima parte)

Le rocce e le complesse architetture di questo tratto di catena orobica, osservate lungo il sentiero per il Rifugio Benigni, consentono di ricostruire i principali processi geologici avvenuti nella regione alpina nel lontano paleozoico e quelli che hanno caratterizzato la nascita e lo sviluppo delle Alpi. La descrizione del sentiero è rivolta anche a quanti hanno poca familiarità con i fondamenti e con il linguaggio della geologia; le difficoltà del primo impatto, sicuramente non trascurabili, potranno essere superate con l'aiuto del glossario. In questo modo sarà possibile rendersi conto che le rocce posseggono una prodigiosa memoria dei loro processi evolutivi e che non è difficile entrare nei loro misteriosi segreti. Il testo è stato redatto anche con l'intento di fornire un utile strumento per la didattica: lo studente può approfondire e verificare in modo critico la propria cultura, toccando con mano alcuni degli argomenti appresi a lezione e studiati sui testi.

Gli insegnanti possono utilizzarlo come tema di ricerche in aula e meta di escursioni alternative. La lettura e la comprensione di carte geologiche e topografiche può essere uno strumento fondamentale per avviare gli allievi verso una corretta comprensione del territorio. La partenza m 1532 il sentiero inizia in localita Sciocc, sulla strada carrozzabile che sale ai Piani dell'Avaro in comune di Cusio e segue il segnavia CAI 108 per il Rifugio Benigni fino al Passo di Salmurano. All'inizio e lungo la controriva stradale si possono osservare numerosi strati della formazione di Collio.



Si tratta di rocce sedimentarie di natura particellare in cui la dimensione dei granuli è della taglia delle arenarie e delle siltiti (frazioni granulometriche comprese rispettivamente tra 0.004 mm e 2 mm). Questi depositi sono di natura esclusivamente terrigena derivando dall'azione di smantellamento del basamento cristallino (formato dagli attuali micascisti e gneiss presenti nei settori settentrionali) e dei prodotti prevalentemente effusivi messi in posto dai vulcani e dalla loro attività, sia come colate laviche, sia come corpi iniettati. La stratificazione è ben visibile essendo i singoli strati divisi tra loro da giunti ben individuabili anche per la presenza nelle loro parti sommitali di veli di pelite.

La loro giacitura è complessivamente regolare verso Nord-Ovest ed è interrotta da superfici di frattura (faglie che dislocano la successione) e litoclasi (prevalentemente ortogonali alla stratificazione). La gradazione positiva, localmente ben evidente in alcuni strati, con le particelle più grossolane alla base, indicano che la successione è diritta, cioè ha mantenuto le condizioni originarie che si avevano al momento della deposizione dei sedimenti. L'ambiente di sedimentazione del Permiano inferiore è raffigurato nel Disegno 1 dove è rappresentato un paesaggio caratterizzato da rilievi non molto accentuati (l'oro genesi ercinica è in fase di sviluppo) che vengono smantellati dai corsi d'acqua. I materiali trasportati confluiscono in zone pianeggianti occupate dai bacini lacustri di debole profondità. Gli elementi di taglia più grossolana si fermano nelle zone apicali delle conoidi alluvionali, allo sbocco delle valli, mentre quelli più fini vengono trasportati verso i laghi. L'intera zona è tettonicamente instabile perciò da un lato si ha la surrezione dei rilievi, dall'altro si riscontrano zone in subsidenza.

Queste ultime sono occupate dai laghi che vedono in tal modo il loro fondo abbassarsi progressivamente permettendo l'accumulo della potente pila di sedimenti che corrisponde alla Formazione di Collio. Questa formazione ha uno spessore che nei luoghi ove si è meglio conservata (esempio a Trabuchello di Fondra) supera i duemila metri. L'attività vulcanica in questo periodo era molto intensa, sia sotto forma di espansioni laviche che di corpi iniettati all'interno della crosta. Di questi prodotti, nella provincia di Bergamo, si hanno solo locali tracce, mentre in altre regioni (provincie di Varese, Brescia e Trento) hanno formato potenti accumuli con spessori che arrivano al migliaio di metri. La seconda sosta viene proposta in corrispondenza della prima vallecola alquanto incisa che s'incontra circa alla quota 1580 m (a 15 minuti dall'imbocco del sentiero del Benigni). L'osservazione che si propone ha lo scopo di illustrare il meccanismo di venuta a giorno (sorgente) delle acque di circolazione sotterranea che intercettano i massicci rocciosi.


Flora Spontanea Alpi e Prealpi Orobie
Valli Bergamasche Flora Spontanea Protetta Valli Bergamasche erbe naturali Valli Bergamasche Flora Spontanea Protetta Valli Bergamasche Fauna delle Alpi Orobie Valli di Bergamo Provincia di Bergamo Flora Spontanea Orobie Prealpi Orobie Alpi Orobie Alpi e Prealpi Orobie
Group Val Brembana Web - Copyright © all rights reserved - Sentiero dei Fiori - Prealpi e Alpi Orobie - Bergamo - Lombardia - Italy - Portale Brembano