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Foto Gallery Fauna Orobica
 
Maestoso uccello con il becco uncinato, zampe piumate e artigli atti a trattenere grosse prede...

E’ il rettile velenoso piu’ comune nella penisola italiana. E’ molto presente nelle nostre vallate.…

E’ un artiodattilo ruminante (Rupicapra rupicapra). alto fino a 90 cm.…

E’ detta anche Capra della Val Gerola (Valtellina). Da qualche anno e’ tornata sulle nostre montagne.…

Il capriolo, come il camoscio, e’ uno dei mammiferi piu’ diffusi nella nostra valle...

(Cervus elaphus), in alcune zone della Valle Brembana, (Val Parina, M. Ortighera, Portiera, M. Secco, Foppolo)...

Uccello galliforme (Alectoris greca) simile alla pernice. E' molto diffusa nella nostra vallatai...

Carnivoro mustelide (Mustela nivalis) dal corpo snello, allungatoo....

Ha corpo snello e agile lungo circa 40 cm, capo piccolo, muso appuntito, coda sottile....

La Faina vive nelle foreste decidue, ma anche in aree collinose aperte e rocciose....

Il piumaggio del maschio e nero bluastro lucido, con barra alare e sottocoda bianchi con coda nettamente forcuta...

ha forme meno slanciate rispetto alla Lepre Europea. E' caratteristico il dimorfismo stagionale: durante l'estate il colore dominante della pelliccia..

Specie molto diffusa, presente dalle quote più basse....

roditore presente  in grandi quantita' in alta Valle Brembana...

La pernice bianca è una specie caratteristica dell`ambiente alpino e nivale e si riconosce per il suo piumaggio..

Artiodattilo (Capra hibex). Era molto diffuso su tutte le catene montuose d'Europa.…

Carnivoro molto presente nella nostra vallata. Ha corpo snello, muso appuntito, orecchie grandi e dritte, pelo lungo e morbido.....

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INCONTRI CON LA NATURA IN VALLE BREMBANA (prima parte)

La Valle Brembana superiore è parte integrante del Parco Regionale Montano e Forestale delle Orobie e ne occupa un ampio settore di estremo interesse naturalistico e faunistico. A quanti scelgono di visitare la nostra valle non deve sfuggire l’occasione di poter godere di queste bellezze, uniche e ricche di fascino.

Del tempo a disposizione per la vacanza, buona parte dovrebbe essere dedicato alle escursioni, anche brevi. Saper osservare con l'occhio di un naturalista curioso l’ambiente montano che ci circonda, ci permetterà di cogliere ogni giorno nuovi spunti di lettura degli straordinari e invisibili fili che legano tra loro, in un intreccio fitto e dissimulato, le vite di tutti gli organismi che popolano le nostre montagne e l’ambiente che li ospita.

I COLORI - Il cielo I momenti magici di luce occupano, purtroppo, spazi contenuti di tempo, e sono riservati all'alba e al tramonto delle belle giornate. Certi luoghi offrono squarci inimmaginabili, e per coglierne appieno l’incanto dei colori, dei silenzi e delle brezze basta una macchina fotografica e tanta voglia di rubare alla natura i suoi momenti magici; l'esperienza ci permetterà di conservarne straordinari ricordi.

L’AMBIENTE E L’UOMO - Le uscite sul territorio devono essere programmate per tempo, e l'equipaggiamento deve essere completo. Si deve sempre ipotizzare che il tempo possa cambiare all'improvviso, e non bisogna assolutamente farsi cogliere impreparati. Dunque lo zaino con indumenti di ricambio per difenderci dalla pioggia e dal freddo non deve mai mancare. Per gli amanti del paesaggio le possibilità di escursioni sono numerosissime; c’è solamente l'imbarazzo della scelta.

Le più facili ci permetteranno di raggiungere piccoli borghi dislocati sui pendii delle montagne, e ci offriranno l'occasione per cogliere i segni del tempo, ritmato, nelle nostre valli, da secoli, sulle stagioni e sull’umile lavoro della terra, e i segni dell’uomo, infaticabile modellatore del paesaggio, sordo alle fatiche e ingegnoso nello sfruttare ogni minima opportunità che gli poteva offrire l’ambiente naturale.

Le escursioni più impegnative ci porteranno sui sentieri alti, alle malghe delle quote elevate, riservate al lavoro dell'alpeggiatore, i cui sacrifici, ai nostri giorni, non sono nemmeno immaginabili. Oppure ci porteranno ai rifugi alpini, già "moderni" e dotati di ogni confort, in un ambiente protetto e sicuro per ogni fascia di età; si trovano negli angoli più belli e affascinanti della Valle. I paesaggi naturali, che di volta in volta ci appaiono stupendamente nuovi e al tempo stesso quasi familiari, hanno i mille volti delle più belle montagne alpine, con i loro profili a volte taglienti e aspri, a volte dolci, decorati dalle macchie intense dei mughi e dall'eleganza maestosa degli ultimi larici che lottano con le gelide brezze della prateria d’alta quota. Trasmettono sentimenti poetici e magici, e il colore del cielo ne mette in risalto la maestosità e l’imponenza.

LA NOSTRA FAUNA ALPINA - Una gita occasionale spesso non basta, salvo per qualche fortunato, ma una certa frequentazione dei luoghi più interessanti ci permetterà, via via, di entrare in un rapporto nuovo e sempre più stretto con l'ambiente montano, offrendoci l’opportunità di incontri particolari e di letture dell’ecologia alpina sempre più approfondite. La fauna è protagonista ovunque, dal fondo delle vallette, incastonate tra scoscese pareti, alle vette più alte. Così come per i colori, anche per i suoni della natura gli appuntamenti ci obbligano spesso a levatacce, comunque salutari, e il canto melodioso del Tordo bottaccio [Turdus philòmelos], che nidifica nelle nostre vallate, ci segnalerà che la stagione riproduttiva è in pieno svolgimento. altro canto assai piacevole, che potremo sentire a fine primavera alle quote più elevate, è quello del Merlo dal collare [Turdus torquatus], ben più raro, tipico dei territori che segnano il limite superiore della fascia arborea.

Le immagini che ci porteremo a casa con più soddisfazione saranno quelle che segneranno il nostro incontro con la Marmotta [ Marmota marmota] e con l'Aquila reale [Aquila chrisaetos]. Questi due tipici abitatori delle Alpi sono presenti in maniera consistente su tutte le nostre cime. Roditore erbivoro la prima, predatrice e sua acerrima nemica le seconda, non ci sarà difficile incontrarle durante le escursioni in alta quota. Quasi tutti i sentieri che portano ai rifugi alpini offrono l’opportunità di un incontro: le marmotte potremo anche fotografarle con una certa facilità, avendo ormai raggiunto, in alcuni luoghi, un certo grado di confidenza con l’uomo, che non temono più e nei confronti del quale mostrano addirittura, là dove la presenza umana è quotidiana, un certo grado di familiarità.









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