I Guelfi della Val
Taleggio resistettero ai numerosi assalti e impedirono ai milanesi l'accesso al Passo di Baciamorti e quindi all'alta Valle Brembana. Con questa impresa la Val Taleggio si meritò la benemerenza da parte dei Dogi di Venezia e il riconoscimento dei propri statuti. Della Rocca non resta traccia, però si possono ammirare le belle costruzioni presenti al suo posto e forse erette sulle fondamenta del castello.
La Corna di Pizzino costituisce inoltre uno spettacolare balcone panoramico affacciato su tutta la Val Taleggio. Dall'apside della chiesa di San Ambrogio, probabilmente la più antica della valle, si oltrepassano le Case Caraver e dopo una fonte si piega a sinistra, uscendo dal paese per scendere verso la Valle Salzana. Poco dopo un ponticello si incontra un bivio: prendendo a sinistra si arriva in breve al Santuario di Salzana; proseguendo in piano verso destra si attraversano prati, cascine e boschi di faggio fino alla fonte dedicata al Cardinale San Carlo Borromeo, che passò di qui durante il suo peregrinare per la valle nel periodo della Controriforma. Dalla fontana si salgono alcuni tornanti fino ai prati della frazione di Fraggio, dove si incontra la bella chiesa quattrocentesca di San Lorenzo (circa 30 minuti da Pizzino). Questa è rimasta l'unica struttura che ci testimonia come doveva essere l'architettura degli oratori tra il 1300 e il 1500.
All'interno si può ammirare una pregevole crocefissione cinquecentesca di autore sconosciuto. L'originale campaniletto a vela, ripreso anche nell'oratorio di San Antonio presso la contrada Grasso, costituisce un esempio piuttosto raro nella bergamasca. Purtroppo della bella frazione resta assai poco: quello che doveva essere uno dei più antichi e caratteristici nuclei della Valle è quasi completamente ridotto ad un cumulo di macerie e i caratteri architettonici e stilistici delle abitazioni possono essere solo immaginati osservando le belle pietre lavorate che ancora non sono state sottratte. Tornando dalla medesima mulattiera si percorre la valle in discesa e, superato il bivio per Pizzino, si arriva in breve al Santuario di Salzana dedicato a S. Maria Assunta.
Il Santuario venne edificato nel 1466 a ricordo di un terrificante smottamento che, il 27 novembre del 1359, dopo numerosi giorni di forti precipitazioni, inghiottì letteralmente le abitazioni della frazione Salzana, provocando la scomparsa di decine di famiglie. La decisione di costruire il santuario fu presa rapidamente quando, nel 1466, una seconda calamità distrusse quel poco che i superstiti erano riusciti a ricostruire.
Il Santuario venne dedicato alla Madonna perché pare che l'unica a salvarsi da tanto cataclisma fu una piccola edicola contenente una statua lignea policroma raffigurante una Madonna con Bambino. All'interno del Santuario, vi è anche una preziosa pala del 1534 dedicata a S. Maria Assunta, ispirata dalla più famosa opera eseguita da Lorenzo Lotto. Dal Santuario si può prendere un sentiero che risale a Pizzino, oppure scendere per la bellissima e comoda mulattiera che torna a Sottochiesa (circa 20 minuti, segnavia CAI 155).;