Di fronte abbiamo la cantoniera e il bivio con la strada che sale a Cespedosio. Si cammina per 10 minuti sul sentiero che è alto rispetto al fiume Brembo. Il sentiero scende sulla piana della discarica di fango di fluorite della Prealpina. Restare vicini alla scarpata e percorrere la piana e si scende dalla scarpata e il sentierino appena segnato risale di 50 mt di quota e scavalca la dorsale della Bocca di Parina in corrispondenza di un torrione che si affaccia sulla biforcazione tra Brembo e Parina. Lungo tutto il tragitto sono tanti i torrioni che difficilmente riesci a trovare elementi caratteristici da riconoscerli. Lungo la discesa si vede sulla destra il grande ponte ad arco che porta l'acqua del Brembo alla centrale idroelettrica di S. Pietro d'Orzio. Il sentiero 259 arriva sulla massicciata della ferrovia che portava la legna, il minerale e il marmo rosso alla Bocca di Val Parina. Nel primo tratto il lato a sud presenta imponenti discariche delle cave soprastanti sol crinale di Paglio che hanno pelato la montagna con pareti da mozzafiato. In alcuni punti sono state scavate delle brevi gallerie in corrispondenza di speroni che interrompono la ripida scarpata della montagna.
Si percorre agevolmente la vecchia massicciata della ferrovia a scartamento ridotto che in molti punti è stata danneggiata dalla piena del agosto 1974, quando molti ponti vennero travolti dalla piena. Successivamente sono stati rimpiazzati 2 ponticelli in ferro per garantire il passaggio e il sopraluogo ai sentieri sotto le 2 linee ad alta tensione che attraversano la valle scendendo dal passo di Ortighera e risalire ai Lavaggi di Dossena. E' rimasto intatto un ponte in muratura a doppio arco che attraversa la valle poi uno stretto camminamento su cordolo in cemento armato prima del ponte di ferro ripristinato per permettere il controllo degli elettrodotti. Più avanti la valle si restringe e ci sono delle bellissime erosioni e marmitte dei giganti.
L'osservatore attento si accorge dei mulinelli d'acqua e delle erosioni che hanno creato delle nicchie e anfratti stupendi. Solitamente si percorre la valle Parina in periodi di secca e si possono osservare senza particolare pericolo i sassi rotondi per il rotolamento sul fondo del fiume durante le piene e considerando che il tratto di fiume oggetto di piena e usura per sfregamento è di 5 -6 km viene alla mente come questi sassi restino prigionieri di mille mulinelli dove subiscono il buratto, come si vede bene in questa immagine dove il sasso è prigioniero della nicchia scavata dai sassi che si alternano.
Procedendo nella valle in più punti osservi come il fondo è scavato sui fianchi. È sempre affascinante camminare sul fondo ed osservare il lavoro dell'acqua durante le piene che da milioni di anni lavorano la valle. Il sentiero sta sempre sul fianco verso l'
Ortighera salvo il tratto tra i due ponti (arco e ferro). Sul versante sud che in pratica è sempre in ombra si ripetono alternati abeti rossi, mughi e dei tassi.
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Ponticello per il transito della locomotiva décauville
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La galleria e i binari della locomotiva décauville
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Il sentiero arriva al capolinea della ferrovia, un ponticello in ferro attraversa la valle. A destra il sentiero sale in quota e sta alto 100 rispetto al fondovalle per evitare la strettoia dell'orrido della Parina. Il sentiero è scavato e molto esposto, e in corrispondenza di canalini che scaricano, sono fissate delle catene di sicurezza per attraversare. Nel tratto aereo si riesce a guadagnare panorama nella valle e capire la fisionomia della valle.
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| Gli orridi della Val Parina |
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In sentiero dopo aver doppiato alcune dorsali scende e sulla roccia una croce in memoria di Scolari Francesco ammazzato nel 1917. Bollini del sentiero dei pali che sale a sin in una valletta, proseguire sentiero principale ancora 10 minuti poi si incontra la valle principale che scende dal passo di Ortighera. Sulla parete sono scritti i tempi per Zorzone, Camerata, passo Ortighera(F), Pianerottolo falsopiano e si inizia a risalire. Sotto il sentiero scende nel fondovalle sotto 50 mt, arriva nel fiume e risale verso Dossena. (il sentiero è poco segnato e usato solo da motocrossisti dossenesi che annualmente curano la manutenzione). Si sale nel bosco e si raggiunge una Grotta di conglomerato a più strati dove trovi un agenda dove i passanti lasciano le annotazioni di viaggio.
Avanti ancora 5 minuti e si arriva al bivio per Zorzone e passo Ortighera. Quota 800 metà strada.
Cartello CAI con tempi Zorzone, Passo Ortighera, Scalvino
Per Zorzone in piano verso est si gira uno sperone e si attraversa il canalone terminale della valle di Campo, il sentiero diventa agevole e ricomincia ad aggirare a mezza costa le dorsali in leggera salita verso i Pra Parina.
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| Pra Parina |
Cappelletta di Petta |
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In molti punti si vede la tracciatura del sentiero con muri a secco per allargare il passaggio. Pra Parina, la civiltà di un montanaro-cittadino che con la testardaggine e la tenacia decennale di luciano” sta ripristinando un gruppo di case e mantiene prato e bosco circostante. Ancora sentiero per 1 ora e si arriva alla cappelletta di Petta, curiosa la storia dello scavo e della successiva costruzione. Si vedono le case di Oltre il Colle e case abitate. Praticamente per almeno 3 ore di percorso non si vedono case o luci in lontananza.