Ormai poche case resistono al tempo e all'abbandono; tra i ruderi di epoca settecentesca spiccano ancora l'antica taverna, la fontana, la casera, l'arco d'entrata alla piazzetta, un tempo chiuso da un portone e l'essiccatoio delle castagne. Rimangono un ricordo le grandi distese di terrazzamenti coltivati a grano, frumento, canapa, vite, caffè e miglio, intercalati dai bei castagneti da frutto che qui hanno caratterizzato il paesaggio fino agli anni Sessanta. Uscendo dalla contrada la mulattiera prosegue per un lungo tratto, lungo il quale si incontrano alcune fontane e abbeveratoi per il bestiame. E' da osservare come a queste strutture della Valle
Brembilla si accompagnino sempre manifestazioni votive e testimonianze di fede poste a protezione dell'acqua, risorsa indispensabile e simbolo della vita stessa.
Il tracciato che si alza fino a raggiungere la costa del Tiglio è sicuramente il più suggestivo, per la visuale che si apre sulla pianura, ma soprattutto per il suo svolgersi sinuoso nei pascoli, sottolineato dai bei muretti a secco che delimitano la strada e che la rendono riconoscibile anche dall'osservatore più lontano. Sfiorate le case di Tiglio, il sentiero continua salendo a Castignola di Là e Muraca, contrade del borgo di Sant'Antonio Abbandonato di Valle Brembilla. Il nucleo di Castignola è di origini cinquecentesche e si possono osservare le caratteristiche architettoniche originarie di alcuni edifici.
Il più importante è proprio l'antica taverna del 1507, che presenta una grande sala di dimensioni ed altezze insolite, con un grosso camino centrale e con un sistema di scale mediante il quale si accede alle stanze superiori. Il pavimento è ancora perfettamente lastricato con grandi pietre rettangolari. Gli edifici circostanti sono altrettanto antichi e mantengono le connotazioni proprie delle case contadine. Nelle vicinanze della contrada in località Muraca di Brembilla si può osservare un caseggiato rustico, con ballatoi esterni in buono stato di conservazione, su cui campeggia un affresco della Madonna
della Corna-busa, datato 1807.
A poca distanza da qui si trovano i caratteristici sapèi, sentieri scavati nella roccia e utilizzati per spostarsi tra i fondi coltivati,
evitando di calpestare il terreno e di danneggiare le coltivazioni. Da Castignola di Là il sentiero prosegue fino a giungere all'altra
contrada di Sant' Antonio, Castignola di Qua, anch'essa esempio di architettura contadina e nucleo abitativo montano di origine cinquecentesca. Oltre la contrada la strada prosegue pianeggiante per un paio di chilometri attraversando una suggestiva faggeta, fino a giungere all'abitato di Catremerio di Là.
Dopo le recenti iniziative di restauro e ristrutturazione, promosse e realizzate dalle associazioni volontarie, Catremerio èdiventata un simbolo e una meta del turismo culturale. Qui è possibile osservare alcune caratteristiche del borgo rustico montano, con numerosi elementi ancora ben conservati e con evidenti testimonianze delle antiche attività rurali. Tutte le abitazioni sono disposte in circolo e si affacciano su una piazzetta che è stata recentemente ricostruita con selci di pietra locale, rispettando l'antica collocazione dei cordoli e del canale scolatoio.
Gli elementi architettonici tipici delle case contadine del cinquecento e del settecento sono numerosi: gli interni a volta (silter), i giochi
di ballatoi in legno che collegano i caseggiati, i comignoli e i bei tetti in coppi, i canali di scolo tracciati nel selciato, le edicole votive e
tanti altri particolari. Da osservare anche il caratteristico porticato di passaggio che attraversa una abitazione e permette l'accesso alla mulattiera
di collegamento con l'altra contrada e la chiesa. Molte delle case sono abitate ed è ancora evidente la vocazione contadina del borgo, testimoniata dalle numerose piccole stalle.